Albergo Nazionale



Albergo Nazionale


Una lettera datata 1891 della S.O.M.S. “La Fratellanza” chiede «una minestra per una famiglia bisognosa»: è la prima traccia dell’ospitalità nata con Cesare Calcagno, piemontese, che fece dell’antica stazione di posta di Pontedecimo un rifugio per chi saliva o scendeva dal passo dei Giovi.

Il cuore della casa è rimasto intatto: le scuderie voltate sono oggi la sala da pranzo, mentre il solaio che copre la corte conserva il verricello in legno e ferro usato per issare il fieno. Nelle giornate estive la corte si apre a un pranzo all’aperto tra i bonsai curati da Cesare, dove i veicoli dei trasportatori sostano cnello stesso punto dove un tempo riposavano i cavalli. Il bar, ancora punto di ritrovo per una partita a briscola, è un piccolo museo popolare: la dedica di Gino Bartali sulla foto dello scambio della famosa borraccia con Coppi, scatti di celebri ciclisti che gareggiavano sui Giovi e foto di De Andrè ornano le pareti. La tradizione orale ricorda persino una serata di Andrés Segovia, la cui registrazione purtroppo è andata perduta.
Neppure la requisizione nazifascista e la deportazione di Giuseppe Calcagno riuscirono a interrompere l’attività, che nel 2023 è passata al genero Gabriele Vigo e allo storico cuoco Davide Manitto senza chiudere un solo giorno.

Oggi dodici camere, menù “a tema” e aperitivi in corte proiettano l’Albergo Nazionale verso nuove generazioni, fedele alla sua vocazione di accoglienza operaia.


Genova, Via Natale Gallino, 25r

Tel: +39 010 78 56 692

Mail: albergonazionale1891@libero.it

Web: www.nazionale1891.eatbu.com



1891


Dal 1891 l’Albergo Nazionale accoglie viaggiatori e operai fra le vecchie stalle trasformate in sala da pranzo, il solaio con l’antico verricello per il fieno e una corte punteggiata di bonsai. Nel bar, dediche di Bartali e foto di De André raccontano un secolo di storie di valico.